LA FEBBRE GIALLA E LA PROFILASSI ANTIAMARILLICA


A cura dell'équipe dell'Ambulatorio di Medicina dei Viaggi del CDI - Centro Diagnostico Italiano

La febbre gialla è una malattia infettiva endemica di vaste zone dell’Africa e dell’America del Sud, provocata da un virus appartenente al genere Flavivirus, genere cui appartengono anche i virus responsabili della dengue e della encefalite giapponese. La trasmissione della malattia avviene, da uomo infetto a uomo suscettibile, attraverso la puntura di insetti, la maggior parte dei casi zanzare del genere Aedes. La sintomatologia insorge dopo un periodo di incubazione di 3-6 giorni ed è in genere caratterizzata, nei casi più lievi, da febbre elevata ad insorgenza improvvisa, bradicardia relativa, dolori muscolari e articolari diffuse, nausea, vomito, grave prostrazione, irrequietezza e irritabilità. Nelle forme più gravi compaiono anche segni di grave interessamento epatico e renale quali ittero, tendenza alle emorragie.

Il vaccino

Il vaccino, attualmente approvato dall’O.M.S. è costituito dal virus della febbre gialla di ceppo 17D vivo e attenuato coltivato su embrione di pollo. La via di somministrazione è quella sottocutanea o intramuscolare; la sede è il deltoide destro o sinistro. Le norme di Sanità prevedono un’iniezione ogni 10 anni. La vaccinazione deve essere eseguita almeno 10 giorni prima rispetto alla data della partenza. Dopo la vaccinazione, il paziente riceve dal medico il “Certificato internazionale di vaccinazione o rivaccinazione” (Mod. 33-E rilasciato dal Ministero della Sanità) che riporta firma, qualifica e timbro del medico vaccinatore, nome del fabbricante del vaccino completo di numero del lotto e timbro ufficiale del centro di vaccinazione. Chi si reca in zone dove è richiesta la vaccinazione antiamarillica deve portare con sé il Certificato che, in occasione di richiami, deve essere mostrato al medico vaccinatore.

Gli effetti indesiderati

  • Dolore, gonfiore, massa dura nel punto di inoculo, cefalea (1 caso su 10 )
  • Dolore muscolare, malessere generale, diarrea, febbre, debolezza (1 caso su 100)
  • Dolore articolare. gastralgia (1 caso su 1000)
  • Effetti indesiderati molto rari:
    • rigonfi amento dei linfonodi
    • rash, prurito, orticaria della pelle, gonfi ore al viso, labbra, lingua difficoltà alla deglutizione, respirazione, perdita di coscienza (shock anafilattico)
    • febbre alta, cefalea, stato confusionale, letargia, infiammazione dei tessuti nervosi (enceefalomeningite)
    • convulsioni, Sindrome di Guillan-Barrè
    • malattia viscerotropica (malattia indistinguibile da quella provocata dal virus selvaggio)

Per sottoporsi alla vaccinazione occorre:

  • non avere età inferiore ai 9 mesi;
  • non avere età superiore ai 60 anni ( attenta valutazione)
  • non essere in gravidanza o sospetto / allattamento;
  • non avere malattie acute febbrili; deficit immunitari dovuti a patologie come leucemia, linfoma, neoplasia, infezione da HIV o dovuti a terapie immunosoppressive, quali radioterapia, agenti alchilanti o corticosteroidi; malattie neurologiche quali epilessia, malattie convulsivanti etc; patologie del timo
  • non avere ipersensibilità verso i componenti del vaccino;
  • non avere ipersensibilità alle proteine dell’uovo, proteine del pollo, gelatina, fruttosio
  • non aver subito asportazione del timo
  • non essere stato sottoposto a trapianto di cellule staminali (nei 6 mesi precedenti)
  • non essere stato sottoposto a trapianto di organo solido (nei 6 mesi precedenti)
  • non presentare miastenia

In caso di sospetto contagio

La diagnosi della patologia non è agevole in quanto il quadro clinico si può confondere con quello di altre patologie come malaria, febbre tifoide, dengue, leptospirosi, epatiti virali. In caso di febbre di qualsiasi natura, soprattutto se ci si trova in una zona a rischio, è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico o ad una struttura ospedaliera qualificata per effettuare gli esami di laboratorio per la conferma o l’esclusione della diagnosi.

Non esiste una terapia specifica verso la febbre gialla, ma soltanto un trattamento di sostegno.