Cerca per parola chiave

  • riduci la dimensione del testo
  • aumenta la dimensione del testo
  • stampa questa pagina

ACIDO VALPROICO


SINONIMI

VALPROATO, VPA

Tempi di consegna del referto: 1 giorno, escluso il giorno del prelievo, il sabato e i giorni festivi.
Prenotazione:
No
Consenso informato:
No
Eseguibile a domicilio:
Si
Eseguibile presso tutte le sedi esterne:
Si
Eseguibile al sabato: Si

SIGNIFICATO CLINICO

L’acido valproico (VPA) è un anticonvulsivante largamente utilizzato sia nella terapia delle diverse forme di epilessia generalizzata, tra cui ricordiamo le assenze, il grande male e le mioclonie, sia nelle epilessie parziali, in particolare quelle idiopatiche. Viene anche impiegato in alcuni disturbi dell’umore (mania, disturbo bipolare). Il VPA agisce attraverso molteplici meccanismi, non del tutto chiariti, ma questa sua complessità è probabilmente alla base dell’ampio spettro d’azione.
Rapidamente assorbito nel tratto intestinale, si lega quasi completamente alle proteine plasmatiche.

INDICAZIONI CLINICHE

Monitoraggio della terapia.

TIPO DI CAMPIONE

Il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue

PREPARAZIONE

E’ necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore, è ammessa l’assunzione di una modica quantità di acqua. Occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti. Nel controllo periodico della concentrazione ematica del farmaco, al fine di rendere confrontabili i valori ottenuti nel tempo, occorre sottoporsi al prelievo sempre alla stessa distanza di ore dall’assunzione del farmaco stesso.

VALORI DI RIFERIMENTO

La concentrazione terapeutica ottimale è individuale e dipende anche dalla funzionalità epatica e renale. Effetti tossici possono manifestarsi al di sopra di 100 microg./ml.

NOTE

Numerosi farmaci possono aumentare o diminuire la biodisponibilità del VPA. Ricordiamo soprattutto gli altri farmaci anticonvulsivanti che possono essere utilizzati in associazione nella terapia dell’epilessia: fenilidantoina, carbamazepina, fenobarbital diminuiscono le concentrazioni di VPA; la lamotrigina l’aumenta. E’ utile il controllo della funzionalità epatica, dell’ammoniemia, dell’emocromo e della coagulazione.
I livelli ematici del farmaco devono restare all’interno del range terapeutico (valori superiori ai 100 microg/ml sono potenzialmente tossici). Non esiste una stretta correlazione tra intervallo terapeutico ed effetto clinico. Nel caso di assunzione orale, disturbi dell’alvo (diarrea) possono ridurre l’assorbimento del farmaco e quindi la sua concentrazione ematica.